Pubblicato il 13 Dicembre 2025
Disney accelera sul fronte dell’innovazione tecnologica e sceglie di farlo insieme a OpenAI. Il gruppo dell’intrattenimento ha deciso di destinare un miliardo di dollari alla società specializzata in intelligenza artificiale generativa, aprendo la strada a una collaborazione senza precedenti che coinvolge centinaia di personaggi provenienti dai suoi universi narrativi.
Grazie all’intesa, gli utenti potranno utilizzare oltre 200 figure iconiche appartenenti ai mondi Disney, Pixar, Marvel e Star Wars come fonte di ispirazione per la creazione di immagini e video tramite strumenti di intelligenza artificiale.
Chi utilizza ChatGPT per la generazione visiva o Sora, il modello dedicato ai contenuti video, potrà quindi realizzare elaborati creativi partendo da personaggi animati, supereroi e protagonisti di celebri saghe cinematografiche.

L’elemento più sorprendente dell’operazione è che non è OpenAI a pagare per le licenze, bensì Disney a investire direttamente nella società guidata da Sam Altman. L’intesa ha una durata di tre anni e comprende anche un warrant che consente l’acquisto futuro di ulteriori quote azionarie.
I diritti concessi riguardano l’uso visivo dei personaggi, mentre restano esclusi volti e voci di figure umane reali. Parallelamente, Disney potrà impiegare le tecnologie di OpenAI per sviluppare nuovi format, film e prodotti animati, sperimentando modalità narrative fino a oggi inesplorate.
Secondo quanto emerso, l’accordo potrebbe portare anche alla nascita di una sezione dedicata all’intelligenza artificiale su Disney+, incentrata su contenuti generati o co-creati con Sora.
L’obiettivo è trasformare il rapporto tra brand e pubblico, offrendo agli spettatori un ruolo più attivo nel processo creativo.
Il CEO Bob Iger ha sottolineato come questa collaborazione permetta di portare fantasia e immaginazione direttamente nelle mani dei fan, aprendo scenari completamente nuovi nel modo di raccontare storie.
Se da un lato Disney sceglie di collaborare con OpenAI, dall’altro mantiene una linea estremamente rigida verso l’uso non autorizzato delle proprie proprietà intellettuali.
Negli ultimi mesi sono state inviate diffide formali a diverse aziende tecnologiche, tra cui Character.AI e Google, accusate di aver sfruttato personaggi protetti per l’addestramento di modelli o chatbot.
In passato, le stesse preoccupazioni erano state espresse anche nei confronti di OpenAI. Oggi, però, il tono è cambiato radicalmente.
Nonostante l’accordo, il tema delle violazioni di diritti d’autore nel campo dell’AI resta centrale. OpenAI ha recentemente ricevuto una richiesta ufficiale da parte della Coda, l’associazione giapponese che tutela le produzioni audiovisive locali, tra cui quelle dello Studio Ghibli.
L’oggetto della contestazione riguarda l’uso di opere protette per l’addestramento di modelli generativi come Sora.
Negli ultimi mesi il fenomeno della trasformazione di immagini nello stile Ghibli è diventato virale, al punto da essere ribattezzato “ghiblificazione”. Ora, con l’ingresso ufficiale di Disney nell’ecosistema AI, potrebbe affermarsi una nuova tendenza: la disneyficazione digitale, questa volta con un quadro legale più definito.
L’investimento di Disney in OpenAI rappresenta un punto di svolta per l’intera industria dell’intrattenimento. Tra opportunità creative, nuove forme di coinvolgimento del pubblico e dibattiti ancora aperti sul copyright, l’intelligenza artificiale si conferma uno dei pilastri del futuro di Hollywood.
Ci vediamo al prossimo articolo del Jesmazine